SUMMER

“COME NASCONO LE TENDENZE”

Negli anni ’50 nasceva, nel mondo della moda, a Parigi e a New York, l’esigenza di vendere le creazioni di moda.
Fino ad allora infatti gli stilisti realizzavano creazioni su misura nei propri Atelier.
Dopo la seconda guerra mondiale Parigi però bloccò la produzione e New York approfittò per rubare la scena mondiale e creare l’American Style.
Parigi  a quel punto dovette decidere come fare per non perdere il suo primato e tutti i produttori di tessuti della città si riunirono stabilendo un colore che sarebbe stato il filone portante della stagione successiva.  Scelsero tutti filati di  colore viola e le vetrine di Parigi furono riempite di capi viola. Quello divenne il colore di tendenza che tutte le donne desideravano perché lo vedevano ovunque. Fu una bella pensata commerciale che ancora oggi funziona benissimo e come sappiamo non riguarda solo il settore abbigliamento ma anche l’hairstyle ed il make-up.
Le tendenze, di solito,  si sviluppano due anni prima di quando arrivano sul mercato.
Spesso sentiamo parlare di “tendenza” e “moda”. Risulta molto facile confondersi: le tendenze vengono analizzate dai Trend Trackers ed indossate dai Trend Setter prima che diventino tali.  Quando qualcosa è indossato da tutti è “moda” e di certo a quel punto i Trend Setter stanno già indossando qualcos’altro!
I Trend Setter sono coloro che sfoggiano uno stile prima che questo diventi una tendenza mentre i Trend Trackers sono coloro che vanno in giro per il mondo a scovare quali saranno i temi che potrebbero diventare tendenza. Spesso lo fanno in ambienti diversi da quelli del fashion, osservando i giovani in giro per strada o negli ambienti artistici e culturali.
Una volta gli stilisti sviluppavano 3 o 4 temi di tendenza invece oggi sono 30 o forse 40. Oggi rispetto al passato  i consumatori sono eterogenei e le loro esigenze mutano continuamente.
Le tendenze nascono in settori quali il fashion, il design, l’hairstyle e stabiliscono i “macro” temi della stagione in corso.
Per fare un esempio ancora attuale mi piace citare  l’esordio dello stile “hypster”.
Un “homeless” giapponese è stato fotografato e le sue immagini sono state divulgate sul blog di Vogue a New York. Nasceva così lo stile che oggi sta spopolando anche in Europa dell’uomo a metà tra primitivo e “old style”.
Questo look ispira molti giovani in tutto il mondo e chissà qual é il suo significato sociale? Forse potrebbe essere che guardare indietro a  look re, alle origini, sia un modo per sentirsi più sicuri, soprattutto in tempi di crisi. Può darsi  che aiuti i ragazzi ad esprimere la loro creatività!
L.C.

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