SUMMER

“RUGGENTI ANNI ‘20”: IL LOOK DEL DECENNIO.

Qualche passo indietro:

Intorno al 1910 l’utilizzo del trucco era già ampiamente diffuso, ma nel decennio degli anni ‘20 le donne non potevano farne più a meno.

Si contendevano clienti e consensi Helena Rubinstein ed Elisabeth Arden, le due regine della cosmetica si misero a gareggiare per guadagnarsi il favore delle clienti. Convinsero le signore della buona società a curare la loro pelle e ad utilizzare la cipria in polvere, il cosmetico più importante per avere una pelle uniforme ed opaca.

Nel corso del primo decennio del ‘900 le donne giunsero ad incarnare diversi tipi di ideale: la crocerossina, l’aviatrice e la vamp esotica.

A proposito di quest’ultima, l’avanguardista fu lo stilista Paul Poiret, che già nel 1910 aveva proposto una donna con il look tipico degli anni ‘20, con capelli alla maschietta, palpebre molto scure, bocca rosso cupo ed accessori come il turbante.

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Nei primi anni del ‘900 iniziava a diffondersi la rivista “Vogue” che a Londra e Parigi stava già diventando una “bibbia” per la moda, con dentro addirittura i carta modelli per permettere alle donne di realizzare i loro abiti.

Un mito dell’epoca è anche la “donna aviatrice” simbolo di libertà e indipendenza, le donne infatti potevano arruolarsi. La guerra ha influenzato molto la società e la moda in quegli anni.

L’esperienza della guerra aveva influenzato anche l’arte e la cultura nascevano dei movimenti, come naturale reazione alla situazione sociale, tra cui il “DADAISMO”: movimento che promuoveva la destrutturazione dell’arte, attraverso immagini ritagliate e ricostruite, senza senso logico.

Un esempio fu Marcel Duchamp con le sue opere Dada.

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Nascevano le prime scuole di Design, molto prestigiosa sicuramente la “Bauhaus”, la prima scuola d’arte che iniziò a diffondere il concetto del Design: forme lineari, colori basici, minimalismo nelle geometrie e nei colori.

 

Uno stile che, anche nella moda, è visibile nelle creazioni di molti stilisti dell’epoca.

Coco Chanel, che aveva aperto il suo Atelier a Parigi nel 1916, aveva semplificato molto le forme, usava il bianco e il nero, si ispirava molto alla moda maschile, sia nelle forme che nell’uso dei tessuti come il tweed e nel 1926 introdusse il famoso “Tubino nero”, ancora oggi must di moltissime donne.

Chanel capì che bisognava produrre anche gli accessori, che ancora oggi sembra siano quelli più venduti dalle case di moda, perciò iniziò a disegnare bijoux e firmò il suo primo profumo “CHANEL N°5 “, introducendo nel profumo i componenti sintetici. Un successo planetario.

 

I “ROARING TWENTIES”

Negli anni ‘20 la donna si stava emancipando, in America aveva acquisito il diritto al voto, diventava indipendente, non aveva più bisogno di mostrare il seno prosperoso, come accadeva con la moda degli anni pretendenti e le forme del suo corpo. Nasceva il reggiseno che serviva  a contenere e non ad enfatizzare. Le forme degli abiti si stringevano e la gonna si accorciava sopra al ginocchio.

Era l’epoca del jazz, si ballava il charleston. Le donne fumavano, si devertivano , si ritoccavano il trucco in pubblico ed il ballo assumeva il ruolo di espressione massima della fisicità. Nasceva il mito della “Flapper Girl”, erano soprattutto ballerine, con il tipico atteggiamento di gioia e divertimento.

Era l’epoca della “Garçonne” capelli corti “alla maschietta”, fisico magrissimo, quasi androgino, una donna che amava fare tutto ciò che era scandaloso o proibito. L’appellativo derivava dal romanzo di Victor Marguerittes, “La garçonne”, pubblicato nel 1922 e censurato immediatamente, narrava di donne in carriera dai capelli corti ed in abiti maschili, tutte dedite all’amore libero.

STILE anni ‘20

Nel 1925 l’orlo copriva ancora il ginocchio, ma due anni dopo lo lasciò scoperto per la prima volta nella storia della moda. La flipper girl si infilava in abitini lineari che si stringevano appena al di sotto del naturale punto vita,  in tessuto leggero  e  sostenuti da spalline sottili. Indossava scarpe adatte a ballare per notti intere, con tacco non troppo alto e cinturino alla caviglia, che è considerato la quintessenza dei ruggenti anni ‘20, epoca di feste pazze e maratone da ballo. Questa è la silhouette tipica di quel periodo.

tumblr_inline_myktzbmXbT1r8s21iIl look da sera e quello da giorno erano uguali, almeno nella lunghezza della gonna e nella forma dell’abito. Li distingueva  il cappello di giorno (dalla forma piccola ed avvolgente)  e una fascetta di pallettes  intorno al capo la sera. L’accessorio must era una lunga collana di perle, il lungo bocchino per la sigaretta ed il porta sigarette in metallo, piatto e spesso con disegni geometrici (dal design tipico dell’art decò). Il cappotto era abbondante e spesso con ornamenti in pelliccia.

 

 

CAPELLI

Negli anni ‘20 la pettinatura alla “maschietta” divenne molto comune, con o senza frangia, liscia o ondulata. Molte donne che non avevano il coraggio di tagliare i capelli corti, perché i loro mariti glielo proibivano, inventavano di averli accidentalmente bruciati con la lampada ad olio o con la candela, per poterli tagliare ed acquisire così quell’immagine di ragazza moderna tanto in voga in quel periodo.

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Le onde erano molto usate in quel periodo, i capelli erano comunque corti e le teste apparivano molto piccole, spesso adornate da accessori, copricapo e fasce.

 

MAKE-UP

Gli occhi erano contornati di nero, le sopracciglia ben depilate e ridisegnate con una linea che scendeva verso il basso. La bocca era ben definita e colorata con il rossetto rosso cupo. Il viso incipriato ed il fard steso senza misura, quasi a voler nascondere il viso, in contrasto con il corpo messo troppo a nudo. Era il periodo in cui l’industria cosmetica iniziò a svilupparsi, nasceva il mascara waterproof. Anche qui le due regine della cosmetica se ne contendevano l’invenzione.

tumblr_inline_mykvjph7L71r8s21iLa fonte d’ispirazione di ogni tendenza era Parigi e non c’è da stupirsi se l’abbronzatura di Coco Chanel, venne subito imitata. Lei sosteneva che le donne troppo pallide non potevano permettersi di andare in villeggiatura in località di mare, mentre le donne aristocratiche che potevano farlo dovevano sfoggiare il loro colorito, divenne subito una moda e nascevano così i primi cosmetici abbronzanti.

A Parigi nel 1925 ci fu l’Esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne. è stato  un fenomeno, detto anche Stile 1925,  che interessò sostanzialmente il secondo e il terzo decennio del XX secolo: riguardò le arti decorative, le arti visive, l’architettura, la moda.

 

Idolo del periodo: Louise Brooks.

tumblr_inline_myku5lwMEo1r8s21iLouise Brooks era considerata l’incarnazione della garçonne sfrenatamente edonista. Il suo look era molto imitato in quegli anni.

Io adoro il suo look e devo dire che ultimamente l’ho imitata anch’io…!

La stilista che secondo me ha, meglio di tutti, interpretato la donna in quegli anni, è stata Gabrielle “Coco” Chanel.

Su di lei mi piacerebbe fare presto un post, merita molta attenzione…la sua storia è bellissima e le sue creazioni sono senza tempo, vera icona di stile… Io l’adoro!

 

 

 

La moda da sempre si ispira alla storia e agli stili del passato un  esempio è  questo look di Gucci s/s 2012… art decò , anni ‘20.

tumblr_inline_mykw9zCvSM1r8s21iChe ne pensate?  A me piace molto lo trovo chic, sexy e divertente allo stesso tempo!

Tornerò presto a scrivere di un’altra epoca storica, a voi cosa interessa scoprire?

The next fashion post!

L.C.

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